La black hat SEO comprende pratiche scorrette che cercano di manipolare gli algoritmi dei motori di ricerca per migliorare il posizionamento di un sito. Tra le tecniche black hat più comuni ci sono il keyword stuffing, il testo nascosto, il cloaking, gli schemi di link a pagamento, l'article spinning e le doorway page. Questi metodi violano le linee guida dei motori di ricerca e puntano a risultati rapidi invece che alla qualità e all'esperienza utente.
Usare la black hat SEO può portare a pesanti penalizzazioni da parte dei motori di ricerca: meno visibilità, posizioni più basse o la rimozione completa dai risultati. Per crescere in modo stabile e restare credibili, le aziende dovrebbero puntare su pratiche SEO corrette, la cosiddetta white hat SEO, che mette al primo posto contenuti di qualità, link building genuina e una buona esperienza utente.